Pesaro senz’acqua: il Comune risponda come un amministratore

Pesaro senz’acqua a Ferragosto: la riflessione di un amministratore di condominio

Tre rotture dell’acquedotto principale in pochi giorni hanno lasciato Pesaro senz’acqua proprio durante il periodo di Ferragosto.

A raccontare direttamente questa esperienza è Battista Praino, editore di CondominioNotizie.it e amministratore di condominio da oltre trent’anni, che si trovava in vacanza nella città marchigiana con la moglie e alcuni amici.

Aprire il rubinetto e non vedere uscire neppure una goccia d’acqua significa non poter fare la doccia, cucinare normalmente, utilizzare adeguatamente i servizi igienici o pulire casa. Il problema diventa ancora più grave per alberghi, ristoranti, bar, stabilimenti balneari e attività commerciali.

L’acqua, come sottolinea Praino, non è semplicemente una comodità: è un servizio essenziale.

Tre rotture e migliaia di persone coinvolte

La prima rottura dell’acquedotto provinciale si è verificata nella zona di Montelabbate, Vallefoglia e Tavullia. Dopo la riparazione, l’acqua avrebbe dovuto tornare progressivamente, inizialmente con una pressione ridotta.

L’emergenza, però, non era conclusa. Nei giorni successivi si sono verificate altre rotture, fino alla terza segnalazione nella zona di Belgatto di Fano. L’erogazione è stata nuovamente compromessa e si è reso necessario predisporre autobotti e punti di distribuzione.

Tra le possibili cause è stata indicata anche la forte siccità: la contrazione dei terreni argillosi avrebbe esercitato nuove sollecitazioni sulle condotte.

Una spiegazione tecnicamente possibile, che però apre una questione più ampia: nell’Italia del 2026 la siccità estiva può ancora essere considerata un fenomeno del tutto imprevedibile?

Se fosse accaduto in un condominio?

Dall’esperienza vissuta personalmente nasce la riflessione di Battista Praino.

Immaginiamo un condominio di cento appartamenti nel quale si rompa l’autoclave. L’amministratore avvisa i residenti che i tecnici stanno intervenendo, ma l’acqua non torna. Dopo una prima riparazione, un altro componente cede e il palazzo rimane nuovamente senz’acqua.

Che cosa accadrebbe?

Il telefono dell’amministratore diventerebbe incandescente. Arriverebbero telefonate, messaggi, email e PEC. Qualcuno chiederebbe chiarimenti sulla manutenzione effettuata, altri domanderebbero perché non sia stata prevista una soluzione provvisoria. Probabilmente qualcuno proporrebbe persino di cambiare amministratore.

Se pretendiamo tempestività, programmazione e responsabilità da chi gestisce un condominio, è legittimo chiedere la stessa attenzione, con responsabilità proporzionate, a chi gestisce le infrastrutture e i servizi essenziali di un’intera città.

Non un’accusa ai tecnici, ma una domanda sulla programmazione

La riflessione non è rivolta contro gli operai e i tecnici impegnati durante i giorni festivi nella riparazione delle condotte. Al contrario, il loro lavoro merita rispetto.

La domanda riguarda piuttosto la capacità del sistema di prevenire e affrontare situazioni di emergenza:

  • qual era lo stato delle tubature?
  • quali interventi di manutenzione erano stati effettuati?
  • le tre rotture erano collegate?
  • esistevano sistemi alternativi di approvvigionamento?
  • gli investimenti programmati erano già stati realizzati?
  • che cosa si può fare per evitare che il problema si ripeta?

La manutenzione non significa impedire che si verifichi qualsiasi guasto. Significa anche predisporre procedure, risorse e soluzioni alternative per limitare le conseguenze quando il guasto si verifica.

Le dimensioni cambiano, le responsabilità no

Un acquedotto che serve oltre centomila persone è certamente molto più complesso dell’impianto idrico di un edificio. Proprio per questo dovrebbero essere maggiori la programmazione, la manutenzione, la capacità di intervento e l’organizzazione delle soluzioni di emergenza.

L’esperienza raccontata da Battista Praino ci ricorda quanto siamo vulnerabili quando viene meno qualcosa che consideriamo scontato.

Basta aprire un rubinetto e non vedere uscire acqua per comprendere immediatamente il valore di un servizio essenziale.

Le dimensioni cambiano, ma la necessità di amministrare, programmare e assumersi le proprie responsabilità rimane la stessa.

Questo articolo riprende e sintetizza la riflessione di Battista Praino, pubblicata su CondominioNotizie.it.

Leggi l’articolo completo: “Pesaro senz’acqua a Ferragosto. Se accadesse in un condominio, l’amministratore sarebbe già stato cacciato”

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