Persone giuste e networking

Dalla creatività ai network professionali: perché ho sempre cercato relazioni autentiche più che grandi numeri.

Negli ultimi mesi ho iniziato a raccontare, anche sui social, alcuni passaggi del mio percorso professionale.

Non per parlare di me in senso autoreferenziale, ma perché oggi credo sia importante capire da dove nasce un modo di lavorare, un progetto, un’attività.

Dietro ogni brand, ogni evento, ogni progetto di networking, ci sono sempre delle esperienze, delle scelte, delle persone e dei valori.

Ripensando al mio percorso, mi sono resa conto che c’è un filo rosso che mi accompagna da molti anni e che probabilmente mi differenzia ancora oggi.

Fin dall’inizio non ho mai amato creare eventi “vuoti” o iniziative fatte solo per fare numeri.

Mi interessava creare coinvolgimento.
Far nascere idee.
Mettere insieme persone che guardavano nella stessa direzione.

Anni fa, ad esempio, con una piccola realtà artigianale che seguivo, organizzai un concorso creativo insieme a Topolino dal titolo Disegna la tua trapunta.

In questi giorni, cercando vecchi contatti della stampa, ho ritrovato il nome di una giornalista con cui avevo avuto un bellissimo rapporto umano e professionale: Giosy Sacchini, che lavorava alla Mondadori.

Scoprire che purtroppo non c’è più mi ha fatto tornare in mente quegli anni e quel progetto.

Un concorso semplice, ma pieno di entusiasmo, creatività e partecipazione.

E ripensandoci ho capito una cosa importante:
senza rendermene conto, già allora stavo cercando di creare connessioni tra persone unite dagli stessi interessi.

Negli anni questo approccio è tornato continuamente nel mio lavoro.

Con iniziative dedicate alla creatività.
Con eventi per il mondo dell’abitare.
Con progetti sociali.
Con incontri tra professionisti.
Con attività pensate per amministratori di condominio, aziende, progettisti e realtà innovative.

Oggi, ad esempio, questo spirito vive anche nelle Call for Ideas che stiamo sviluppando all’interno di Condominio Solutions Eventi.

Non le considero semplici concorsi.

Le vedo come occasioni per dare spazio a chi vuole portare idee nuove, sperimentare, migliorare il modo di vivere e progettare gli spazi.

Ed è qui che emerge un altro aspetto che sento molto mio.

Non mi interessa che le persone siano tante.
Mi interessa che siano quelle giuste.

Preferisco una sala più piccola ma viva, curiosa, motivata, piuttosto che grandi numeri senza partecipazione reale.

Perché le idee migliori nascono spesso in contesti dove le persone hanno voglia di ascoltarsi davvero.

Forse è questo che mi accompagna da sempre:
la ricerca di relazioni autentiche, di creatività condivisa e di persone che abbiano ancora voglia di costruire qualcosa insieme.

E oggi, guardando indietro, mi rendo conto che il networking, prima ancora di diventare una parola di moda, per me era già questo.

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