A TU PER TU CON L’AVVOCATO PAOLA PELLEGRINI

Il mondo degli amministratori di condominio è costituito da molti professionisti che gravitano intorno a loro. Gli avvocati, ad esempio, sono tra i principali consulenti e professionisti preziosi che supportano la delicata attività degli amministratori. Paola Pellegrini è proprio uno di questi professionisti. È avvocato, e da oltre 20 anni segue in qualità di formatore e docente, gli amministratori condominiali associati ad ANAMNI.

Mi ha subito affascinato Paola, sia per il suo animo nobile e solare che, per la sua professionalità. È molto seria, rigorosa e preparata e mi ha fatto subito pensare che il suo lavoro fosse la sua grande passione e non desse spazio a nessun altro hobby.

E invece, non è così, Paola, attratta dal mondo dei clown, dei burattini, scrive filastrocche e si è occupata di organizzare spettacoli per pazienti oncologici in età pediatrica.

Paola, come è nata questa tua passione per il mondo dei clown e per i burattini?
La passione per l’arte di strada e per la maschera del clown è nata da un quadro scelto da mio padre, per la mia stanza di bambina; e dalle fantasie che quella immagine ha generato.

Amo il clown perché usa un linguaggio senza confini linguistici né di età e raggiunge subito il cuore di ogni persona.

Quanto tempo dedichi a questa tua passione?
Ora, ho poco tempo per il clown, ma è sempre nel mio cuore l’arte di strada e per le occasioni speciali, per la festa del primo anno di vita, della bambina di una mia amica che ha partorito naturalmente a 46 anni, tiro fuori dal soppalco i burattini, le filastrocche e la maschera da clown, e mi rimetto in gioco con tutto il mio cuore.

Ci vuoi parlare della tua esperienza all’oncologico di Roma, cosa ha dato ai bambini e cosa ha dato a te?
Sebbene molti anni siano passati, più di venti, dall’esperienza degli spettacoli al reparto oncologico dell’ospedale Bambin Gesù di Roma ricordo l’emozione enorme e il privilegio di conoscere bambini guerrieri, con i genitori e gli infermieri e i medici in trincea da un lato e la morte dall’altro. È poter essere utile forse, insieme a loro è stato un evento che resta sempre integro e presente nel mio cuore, come quando partecipiamo profondamente al dolore di qualcuno, alla sua lotta inane. Alcuni bambini mi chiedevano “fammi ridere” in modo drammatico e rispondevo con uno spettacolo, con tutta me stessa; ricordo una bambina in una stanza con la sua mamma: lei era altrove con lo spirito perché dove si svolgeva il dramma era tutto troppo pesante per lei. Quindi lasciava lì il suo corpo, vivo e vuoto e se ne andava con lo spirito. Forse non sopportava di veder soffrire i genitori.

Come vedi il rapporto bambini e burattini?
I burattini sollecitano nei bambini emozioni e sentimenti primari: la gioia, la tristezza, l’amore, il coraggio, la codardia, l’amicizia, la grazia. È un rapporto immediato e suscita grande divertimento nei bambini, allegria delle più belle e pure.

E adulti e burattini?
Lo spettacolo di burattini è sommamente utile anche per gli adulti perché li riconduce a ciò che è essenziale e a ciò che merita la nostra attenzione perché è sommamente prezioso. E questa consapevolezza è utile anche nella professione di ciascuno e nella vita quotidiana.

Il burattino sa indicare ciò che è superfluo. Insomma, ci ricorda di cosa è fatta la vita nel suo nucleo e la nostra natura mortale.

Quanto ci metti del tuo in uno spettacolo di burattini, e cosa ti rimane dentro? Metto tutta me stessa in uno spettacolo di burattini per fare emozionare e divertire i miei piccoli spettatori. Il guadagno è il rapporto, e per quanto intercorra per pochi minuti in effetti, la sua intensità genera un divertimento e un benessere che dura per mesi. Mi restano dentro gli sguardi dei bambini e la gioia che suscitano in me, prezioso nutrimento spirituale.

E ora parliamo della tua passione per le filastrocche. Come è nata?
La passione per le filastrocche, per la poesia in genere è un’eredità di mia madre, Talia (la musa della commedia). Lei mi ascoltava con attenzione e nonostante lavorasse tanto quando le recitavo le filastrocche, imparate all’asilo dalla maestra, mi ascoltava attenta e tuttora, a 89 anni, ascolta me che le leggo le poesie e ciò genera e conserva grande intimità tra noi.

Ci vuoi regalare una poesia in chiusuraGrazie della tua disponibilità.
Grazie mille a voi.

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