A TU PER TU CON L’AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO RENZO ZADRA

Renzo Zadra, ci puoi parlare brevemente di Renzo Zadra, l’amministratore di condominio?
Si, certo. Io nasco come commercialista trent’anni fa, professione alla quale da una decina d’anni ho affiancato le amministrazioni condominiali. Ho iniziato ad amministrare immobili per caso, mi piace fare formazione in diversi settori. Trovo che sia una cosa che ampli la mente. Così, tra i tanti corsi, ho frequentato anche quello per amministratori di condominio perché avevo clienti che mi chiedevano informazioni su questioni condominiali. Proprio uno di questi, mi chiede se voglio amministrare il suo condominio e gli preparo un’offerta che viene accettata. Questa è stata la porta che mi aperto al mondo dei condomini che mi ha subito affascinato. Col tempo poi si sono aggiunti altri condomini. Paradossalmente, quando ho frequentato il corso non avrei mai pensato di amministrare immobili ed invece, eccomi qua. Da qualche anno sono diventato anche formatore per gli amministratori e sono docente dei corsi abilitanti alla professione e di quelli previsti dal DM140/14 in materia di aggiornamento professionale.

Quanta innovazione cerchi di portare nel tuo lavoro?
La massima possibile! Penso che in qualsiasi settore si debba stare al passo coi tempi seguendo e sfruttando tutta la tecnologia possibile. Probabilmente sono stato il primo amministratore in Italia ad aver convocato le assemblee di condominio in modalità online ancora a fine marzo dello scorso anno mentre eravamo tutti in pieno lockdown. Mi ha aiutato l’esperienza di commercialista poiché, da anni, partecipavo alle assemblee in questa forma per le società di capitali, non vedevo perché non fosse possibile introdurre questa tecnologia anche nei condomìni che costituiscono una realtà assoggettata a minori formalità rispetto a quella societaria. Naturalmente, la prima convocazione in questa forma è stata preceduta da un lungo studio nel quale ho fatto un parallelo tra la normativa societaria e la normativa condominiale avendo la conferma della sua applicabilità per analogia. Dello stesso avviso è stato anche il legislatore che a ottobre ha modificato l’articolo 66 delle preleggi prevedendo espressamente la liceità delle assemblee condominiali online. L’unico ostacolo è dato dai limiti oggettivi e soggettivi che non rendono possibile portare questa tecnologia in tutti i condomìni, ma che offre indubbi vantaggi. Si pensi solo alla possibilità offerta al proprietario di una seconda casa o a chi risiede all’estero che certamente non affronterebbe un viaggio solo per partecipare a un’assemblea di condominio. Proprio il mese scorso mi è stato chiesto di scrivere un articolo sull’argomento per la rivista “Amministrare Immobili”, edita da Anaci. Sempre in ambito di innovazione posso dirti che ho passato l’estate a scannerizzare i documenti di tutti i condomìni informatizzando l’archivio. Uso un gestionale in cloud così posso accedere ai dati anche quando sono in ferie.

So che sei un appassionato di sicurezza informatica, argomento sul quale hai scritto un libro che però, non hai mai pubblicato
In realtà di libri ne ho scritti due perché un altro tema che mi ha sempre appassionato è la normativa sulla privacy che seguo fin dal 1996, anno in cui in Italia è uscita la legge 675/96 che ha normato per la prima volta questa materia per rispettare gli accordi di Schengen. Un paio d’anni fa cercando nel panorama editoriale italiano ho visto che mancava un testo che trattasse l’argomento della privacy in condominio alla luce del Regolamento Europeo 679/16 meglio conosciuto ai più come GDPR, così ho deciso scriverlo io con l’aiuto di un amico. È stato pubblicato a ottobre 2020 ed è acquistabile come ebook sul sito della Wolters Kluwer ed in formato Kindle su Amazon. È vero, ho scritto anche un libro sulla sicurezza informatica che invece ho pubblicato solo in formato cartaceo su Amazon ai primi di marzo di quest’anno.

Ci vuoi parlare di questa tua passione?
Si, volentieri. Ho iniziato a usare i computer nel 1981 all’età di 11 anni, epoca in cui i software per uso domestico non esistevano e per utilizzare un computer dovevi imparare un linguaggio di programmazione per crearteli. Non esistevano nemmeno i supporti di memoria e i programmi realizzati si salvavano su una normale musicassetta. Quando si sviluppa un programma informatico bisogna avere le idee molto chiare su cosa questo debba fare e tradurlo in linguaggio di programmazione seguendo un filo di logica essenziale. Imparare un linguaggio di programmazione è stato un imprinting che mi ha accompagnato tutta la vita perché mi ha attribuito grandi doti organizzative che sfrutto ancora oggi per razionalizzare i processi. Torna utile anche solo per organizzare al meglio le cartelle all’interno del proprio pc. Da allora, non ho mai smesso di seguire questo mondo, anche per la tesi di laurea ho optato come materia per diritto dell’informatica. Cosa dire ancora, i pc per esempio, me li sono sempre assemblati da solo, pezzo per pezzo. La diffusione in massa dei pc, ha fatto anche nascere i cracker che sono coloro che comunemente ed erroneamente chiamiamo hacker e per non rimanere vittime di attacchi informatici bisogna prestare degli accorgimenti riportati nel mio libro che ho cercato di scrivere con un linguaggio molto comprensibile. Vorrei comunque mettere in guardia chi ci sta leggendo che non sono solo i computer ad essere vittime di attacchi informatici, ma tutto ciò che si connette alla rete.

Oggi, è più facile subire un attacco informatico sul telefonino, piuttosto che nel pc. Il pc normalmente è protetto da un firewall o da un antivirus, ma il telefono no ed il telefono oggi è diventato il telecomando della nostra vita. Quanti dispositivi azioniamo col telefono? Quanti dati abbiamo sul telefono? Dove hai memorizzato il numero del bancomat o la password della mail, sicuramente sotto qualche contatto nella rubrica. Vogliamo parlare del forno di casa o dell’impianto d’allarme? È comodo accendere o spegnere questi dispositivi da remoto, ma sei sicuro che lo puoi fare solo tu? E Alexa?
Bellissima invenzione, io la amo, ci comando quasi tutta la casa. La uso anche per avviare Roomba, ma sono consapevole dei rischi intrinsechi e per questo prima ho sottolineato “quasi” tutta la casa perché per certi dispositivi preferisco avere ancora io il controllo.

Ma al di fuori del tuo lavoro qual è la passione che stimola maggiormente?
Il mio lavoro è la mia passione, ma poiché non si può vivere solo in ufficio, appena posso mi piace salire in sella alla mia moto e mettermi in viaggio.

Cosa ti piace di più scoprire in sella alla tua moto?
Viaggio in moto per tutta Europa, ho raggiunto capitali europee senza mai prendere l’autostrada, ma trovo che l’Italia sia un Paese bellissimo, pieno di tesori e borghi da scoprire. Un grande vantaggio offerto dalla moto è che puoi infilarti in stradine che in macchina non percorreresti mai e scoprire così posti nuovi lontani dalle mete turistiche. Ho percorso anche un tragitto dell’Eroica e mi ha offerto panorami che in macchina non vedresti.

Come organizzi un tuo viaggio? Quale sono le tue mete preferite?
Questo è il mio punto forte perché come dicevo prima, ho grandi doti organizzative. Quando pianifico un viaggio prima identifico la zona da visitare, poi guardo cosa c’è di interessante nei dintorni ed inizio con l’aiuto di Google Maps a tracciare i tragitti preferendo strade secondarie. Per ogni tappa, mi segno i chilometri ed il tempo di percorrenza previsto in modo da ampliare il più possibile la platea dei posti da visitare. Preparo delle vere e proprie guide con tanto di foto da distribuire ai compagni di viaggio. Come detto, tutta l’Italia è bella, ma visto che mi chiedi quali sono le mie mete preferite ti rispondo che ho una predilezione per la provincia di Siena e trovo che la Lauretana sia la strada più bella d’Italia. Anche Castelluccio di Norcia e Civita di Bagnoregio hanno il loro fascino.

Ti fermi anche a fotografare immagino. Hai qualche fotografia particolare da inviarci dei tuoi viaggi?
Naturalmente, scatto qualche foto, ma quasi sempre sono foto del panorama o della moto. Su internet se ne trovano di più belle delle mie. Sarebbe invece più interessante mostrare una delle mie guide di viaggio. Per Natale, mi sono regalato un drone e spero di riuscire per il futuro a fare qualche foto veramente strepitosa. Ho già in programma di usarlo alle Cascate del Mulino di Saturnia, luogo che mi piacerebbe rivedere in autunno con la nebbia. Anche Moteriggioni, vista dall’alto, deve dare il meglio di sé, ma desso come adesso, la mia speranza è orientata alla tempestiva estinzione di questo virus per un ritorno alla normalità.

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