Istruzioni utili ai condomini: come effettuare il cambio fornitore gas

Come effettuare il cambio fornitore gas quando si risiede in un condominio?

Prima di tutto, è bene fare una distinzione iniziale, qualora abbiate un impianto centralizzato, con una sola caldaia in comune, oppure autonomo.

Infatti, nel primo caso, la firma di un nuovo contratto con altro gestore, dovrà essere apposta dall’amministratore dell’immobile, previa approvazione o successiva rettifica dell’assemblea condominiale.

Inoltre, nel listino di numerosi operatori del mercato quali Eni, Enel, Eon, Illumia e Acea ci sono offerte specifiche per questa tipologia di utenti.

Invece, se l’appartamento è dotato di un impianto autonomo, il cambio fornitore gas è un’operazione molto semplice da eseguire. Tuttavia, è sempre utile conoscerne le tempistiche, i costi e le modalità.

Come cambiare fornitore gas? Scegliete quello più adatto alle vostre esigenze

Innanzitutto, prima di capire come cambiare fornitore gas, è necessario individuare quello più adatto alle vostre esigenze. Però, la gamma di soluzioni e tariffe presenti sul mercato è così ampia che può generare confusione.

A questo proposito, Prontobolletta fornisce un servizio efficace, rapido e gratuito per orientarsi al meglio nel settore energetico e risparmiare sulla bolletta, attivando la migliore offerta luce e gas.

Inoltre, è utile sapere che il diritto di recesso per il cambio fornitore gas:

  • è possibile in qualunque momento, rispettando i termini di preavviso indicati nel contratto sottoscritto
  • non è soggetto a vincoli o penali
  • non prevede alcuna interruzione della fornitura

I documenti necessari per il cambio fornitore gas

Una volta selezionato il vostro nuovo fornitore, è necessario avere a portata di mano i documenti indispensabili per effettuare il cambio gestore.

Infatti, questa operazione può essere richiesta comodamente da casa, in modalità online.

Tra le informazioni che dovrete comunicare:

  • i dati anagrafici dell’intestatario del contratto
  • un recapito telefonico ed e-mail
  • il codice POD
  • l’indirizzo di fornitura
  • il codice IBAN, qualora scegliate la domiciliazione bancaria

Una volta sottoscritto il contratto, la fornitura con il nuovo venditore inizierà solo al completamento delle operazioni tecniche e commerciali necessarie per garantire la continuità nell’erogazione del servizio.

 

Quali sono i tempi per il cambio fornitore gas?

Quali sono i tempi per il cambio fornitore gas?

Le tempistiche tecniche per il passaggio sono regolate da apposita normativa e valgono per tutti i gestori. Generalmente, per le utenze domestiche è necessario un mese, mentre per quelle business del mercato libero fino a 3 mesi.

In ogni caso, sarà il distributore ad effettuare l’ultima lettura del contatore, per poi comunicarla ad entrambi i fornitori. In questo modo, il vecchio operatore potrà emettere la bolletta di chiusura, mentre quello nuovo avrà i dati corretti per la successiva fatturazione.

Cambio fornitore gas: quali sono i costi?

Per concludere, vediamo quali sono i costi connessi al cambio fornitore gas.

La procedura è completamente gratuita per gli utenti. Dunque, qualunque sia il motivo che vi spinge a cambiare gestore, sappiate che potrete scegliere la miglior offerta gas senza oneri aggiuntivi.

Se desiderate, potete trovare informazioni utili in merito alla fine del mercato tutelato sul sito dell’ARERA a questa pagina.

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