Una storia di impresa, relazioni e scelte
Sono cresciuta in un’azienda di famiglia, in Brianza, in una fabbrica dove si piegava il compensato curvato quando il mobile era ancora rigido e tradizionale.
Non era solo un luogo di produzione. Era un luogo di sperimentazione.
Architetti e progettisti entravano in fabbrica per provare, sbagliare, riprovare. Io ero una bambina, ma osservavo tutto.
Lì ho imparato una cosa che mi porto ancora dietro: l’innovazione nasce dall’incontro tra le persone,
non dalle idee isolate.
Negli anni ho lavorato all’interno dell’azienda occupandomi di vendite, di relazioni con i clienti
e anche di seguire i pagamenti, andando fisicamente nelle aziende, come si faceva allora.
Questo mi ha permesso di entrare davvero nelle imprese: nei laboratori degli artigiani,
negli uffici delle aziende che stavano crescendo, nelle fabbriche che sarebbero poi diventate industrie.
Con il tempo ho imparato a riconoscere le differenze, le fragilità, l’orgoglio, le ambizioni delle persone che lavoravano.
C’è un valore che mi ha accompagnata fin da subito, trasmesso da mia madre: nel lavoro non c’è differenza tra uomini e donne. Conta la responsabilità, la serietà, la capacità di esserci.
Da lì nasce il mio percorso imprenditoriale.
Prima dentro l’azienda, poi con la scelta di mettermi in proprio e iniziare a costruire qualcosa di mio.
Negli anni il mio lavoro ha cambiato forma, strumenti, contesti.
Ma non ha mai cambiato direzione.
È sempre stato un lavoro fatto di relazioni, di persone, di connessioni vere.
Queste pagine raccolgono storie di lavoro e di scelte, raccontate una alla volta, senza fretta.








